Mutamenti e nutazioni

Quanta vita può stare in due valigie e una borsetta? Cosa ti lasci strascicando un po’ i piedi sull’asfalto, su una strada che chissà come e quando rivedrai.

Sotterro, come un cane che ricopre la buca senz’osso scavata in giardino, le emozioni-uragano.

Indietro non si torna, incamminarsi verso l’ignoto è ineluttabile più di d’un dovere, perché anche se pensi di esserti fermato, poi tanto vai avanti lo stesso. Non so se sono triste, forse solo intorpidita dallo stupore. Che poi fra curriculum, concorsi, esami, ristrutturare quella che sarà la nostra casa… non è che rimanga troppo tempo per domandare.

Nelle pause dal fiatone, magari ricomincerò a dipingere. E a scrivere. E, chissà, pure a cantare.

Aspettando che maturino le more.

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