Del sentenziare sull’altrui cuore e pure sulle mutande.

Ecco, ieri ho avuto una discussione surreale con un amico. In fattispecie, si parlava di cosa è una coppia e cosa no. E mi ha dato una spiegazione ‘illuminante’.

Un uomo e una donna, che si amano, convivono, possono essere o no sposati, possono decidere di avere o non avere figli, sono una coppia, è chiaro e pacifico. Che lei sia più grande di lui, o lui più grande di lei, magari dà fastidio a qualche ben pensante, magari qualcuno alza il sopracciglio (soprattutto se lei è più vecchia o ha una posizione di maggior potere sociale, che si sa, la donna è uguale all’uomo, ma meglio se un pochino sotto). Però nessuno mette in dubbio che sì, sono una coppia.

Due donne? Beh, due donne, se si baciano e si tengono per mano e vivono insieme… beh, sì, sono una coppia. Perché comunque due donne sono tenere, sono un nido, si dicono ‘ti amo’, si chiamano ‘amore, tesoro, piccola mia, pulcina’, quindi sono una coppia. (Davvero? Tutte le coppie lesbiche sono uguali? Le hai conosciute tutte per dire che sono tutte così?). Questioni di ‘potere’ nemmeno sono prese in considerazione, tanto che vuoi che potere ci sia nelle donne, no?  Alla fine siamo povere piccole cosine fragili e indifese e che hanno cmunque bisogno di protezione (e come no, vienimi a tiro che te lo dimostro. Mi riesce piuttosto bene difendermi da me).

Mentre ho capito che per due uomini, no, non lo puoi dire che siano una coppia. Almeno che non siano loro a mettere i cartelloni “Siamo la coppia più bella del mondo” (o altre canzoni di dubbio gusto, ma sempre in tono per il Gay Pride), allora non lo puoi dire. E no, eh, perché sai, se c’è differenza di età o di ruolo sociale ‘è una questione di potere’. Non è amore, è plagio. E poi perché, insomma, se due uomini non manifestano in modo chiaro ed esplicito a tutti (cartelloni di cui sopra, ovviamente, oppure un bell’anello, possibilmente vistoso), non sono una coppia. Magari fanno sesso, ma, ehy!, non vale, si sa che gli uomini per loro natura si scopano di tutto, compresi i buchi nel muro e le ciambelle con la glassa. Eh, ma gli uomini sono infedeli, i gay sono infedeli. Poi me la spiegate, questa cosa della fedeltà come parametro assoluto, perché io di coppie etero, magari sposate da Santa Romana Chiesa, che si rincornano l’un l’altro, l’uno all’insaputa dell’altro ne conosco a bizzeffe, ma non conosco nessuno che abbia mai detto loro ‘eh, ma non siete una coppia’. E altresì ci sono coppie -etero, gay, lesbiche- che decidono che la fedeltà, semplicemente, non fa per loro. Perché non è sempre detto che se ami una persona, debba per forza esaurirsi con quella il tuo desiderio (e lo so che è una cosa difficile da capire, ma sapete che c’è? Nella sessualità vale sempre il ‘consensuale e sicuro’ e poi ognuno è libero di fare quello che vuole, come lo vuole, nel rispetto di sé e dell’altro).

 

E insomma, io mi sarei un po’ rotta di quelli che fanno i Soloni del cuore e delle mutande degli altri. Anche perché chi ha deciso che cosa è o cosa non è una coppia? Chi ha dato a te, caro amico che ti ergi a giudice dall’alto della tua scienza infinita, il diritto di giudicare un rapporto fra due persone? Perché di quello stiamo parlando, eh. Ogni tanto, toglietevi i vostri occhiali che vi fanno vedere il mondo in bianco e nero e vi accorgerete che fuori le sfumature sono talmente tante che nemmeno immaginavate.

O fate una cosa, se proprio non ve li volete togliere. Vi piace fare la morale? Bene, fate al vostro cuore e alle vostre mutande. Ma non applicatelo a noi altri.

(Buon Pride, Romani!)

 

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5 thoughts on “Del sentenziare sull’altrui cuore e pure sulle mutande.

  1. giusto. personalmente considero la fedeltà reciproca un valore importante ma non vado in giro a sentenziare su come ogni coppia (etero o omo che sia) vive il proprio rapporto. I giudici delle mutande e degli amori altrui non li sopporto neanch’io

  2. Mi ricorda il tizio in cui mi ero imbattuta io che sosteneva pacificamente che due uomini possono “giocare a marito e moglie” quanto vogliono ma non sono una coppia (con quel modo di esprimere dei concetti come se partissero dal presupposto che questo stesso ragionamento sia logico e inoppugnabile di per se stesso: come si aspettasse che io a sentirlo rispondessi “eh no, effettivamente hai ragione, giocano a marito e moglie, ovvio che non fanno veramente”).
    Chi è che “gioca a marito e moglie” e chi è marito e moglie sul serio? O tutti o nessuno. Ammesso e non concesso che due uomini giochino a marito e moglie (io sono più propensa a pensare che sia marito e marito), non fanno niente di diverso da ciò che fanno marito e moglie. Dunque, anche una donna e un uomo sposati giocano a marito e moglie? Cos’è che rende il loro “non giocare”? Un contratto? Un sacramento? Una convenzione sociale?
    A me sembrano due persone che vivono insieme e condividono amore, progetti e spazio. E questo possono farlo anche due uomini. Che giochino è una visione arbitraria di un osservatore, non un’evidenza.

    Sulle altre questioni che sollevi, posso dire che nascono da un pregiudizio più generale: ovvero che l’amore sia associato al femminile, il desiderio sessuale in buona parte anche (in quanto “oggetto” del desiderio sessuale). Quindi tutto ciò che associa amore/sesso e “mascolino” è culturalmente rigettato.
    Uomo e donna va bene, perché l’uomo si “adatta” anche affettivamente al rapporto con la donna per ricevere in cambio sesso, naturale.
    Donna e donna – ma attenzione, solo se entrambe “femminili” – va bene perché sono “belle a vedersi”, tenere e pucciose.
    Due uomini per amarsi si effeminano entrambi perché non hanno l'”alibi” della presenza femminile. Questo è il peggio del peggio.
    No, c’è un altro peggio, l’unica categoria bistrattata ancor più della coppia di uomini: la coppia di donne gay “mascoline”. Abdicando alla loro femminilità, non sono più “giustificate” nell’amoreggiare e tenersi per mano e “fanno senso/pena” (concetti che ho udito con le mie orecchie).

    Facci caso: anche al cinema e in tv, un bacio di una coppia etero o una coppia donna-donna femminile è mostrato spesso e considerato non disturbante per il pubblico.
    Nel caso della coppia uomo-uomo oppure donna-donna mascolina, invece, è bollato come “disturbante per il grande pubblico” ed evitato se possibile.

    • non sono d’accordo con le critiche al cinema e alle serie tv, in cui le rappresentazioni credibili di relazioni etero o gay (e anche baci se si ritiene di mostrarli) non mancano.
      Quanto al resto: una coppia è una coppia: che sia etero, gay, e a prescindere dalla “feminilità” o “mascolinità” dei suoi componenti.
      poi donne come gli uomini sono desiderati e desideranti.e non c’è nulla da rigettare. Amore e desiderio sessuale fanno parte della vita e riguardano le donne e gli uomini e vengono provati da entrambi, se il tizio in cui ti sei imbattuta nega questo vive fuori dalla realtà

      • Tu potrai non essere d’accordo con quello che vuoi, ma io ci ho lavorato, per le serie TV che passano soprattutto dalle parti di Mamma Rai, e posso assicurarti che l’unica cosa che riesci a far passare è il gay come macchietta. Se solo provi a dargli tridimensionalità o a renderlo un personaggio che ha una vita vera, normale, che potrebbe far sorgere domande allo spettatore, vieni cassato dall’editor di rete. Che in Rai, generalmente, arriva dall’area cattolica spinta. Vedi Opus Dei. Se poi a te va bene essere trattato da spettatore che non può vedere i gay come persone normali, oh, hai esattamente la televisione che ti meriti. Io francamente come autrice mi sento anche idiota a rappresentare sempre l’unica visione imposta dall’alto, possibilmente la meno fastidiosa per la morale cattolica e per il perbenismo borghese conservatore.

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