Nell’anno 2014 ancora a parlare di letteratura pornografica

É di ieri la notizia che un gruppo di genitori, appartenenti a movimenti ultra-cattolici hanno denunciato un insegnante di liceo (biennio) per corruzione di minore.

Ha fatto proposte oscene agli alunni? È stato beccat* con le mani nei pantaloni di qualche studente?

Ma che. Per aver fatto leggere un libro.

Un saggio? Un’opera erotica? Le centoventi giornate di Sodoma? (ci torno, eh, su De Sade, in fondo al post).

No signore, il pericolosissimo ultimo libro di M. G. Mazzucco, Sei come sei. Per altro come libro  è piuttosto semplice  nella rappresentazione dell’omosessualità; credo sia proprio questo il motivo per cui è stato inserito nel programma ministeriale a cura dell’UNAR per combattere le discriminazioni, perché la rappresenta secondo una prospettiva eternomativa che disturba ben poco la mentalità eterosessuale media; insomma, non è Seminario sulla gioventù di Busi (il quale, per altro, è un capolavoro, ma certo più difficile).

Il motivo del contendere? Eh, il libro non è adatto ai minori. Il libro è esplicito, è pornografico. Per questo brano, eh:

Si inginocchiò, fingendo di cercare l’accappatoio nel borsone, e poi, con un guizzo fulmineo, con una disinvoltura di cui non si immaginava capace, ficcò la testa fra le gambe di Mariani e si infilò l’uccello in bocca. Aveva un odore penetrante di urina, e un sapore dolce.

Invece di dargli un pugno in testa, Mariani lasciò fare. 

 

A me pare che la cosa più offensiva che se ne possa dire è che sia scritto male sul piano estetico; ma no, i poveri 14-16enni rimarrebbero turbati a vita perché leggono di una fellatio.

Ora, non vorrei dire, ma Catullo che ‘lo mette in bocca e in culo’ ai suoi amici, Teognide e compagnia cantante li abbiamo letti tutti al classico e non  mi sembra che ci hanno mandati dallo psichiatra per disordine da stress post-traumatico. Ma al di là di questo, il problema è che, secondo questi illuminati moralisti, questa roba sarebbe ‘propaganda omosessualista’ (omosessualista? esiste nel vocabolario?).

Bene, se la letteratura ha tanto potere, smettiamo di leggere tutti i gialli e i noir, sia mai che uno legga Agatha Christie e gli venga voglia di provare ad ammazzare qualcuno.

Secondo, è noto che se leggi una cosa, automaticamente vuoi provarla, anzi ti convinci di essere quella cosa (vi lascio il pezzo esilarante di E. Vannini in proposito).

Terzo (riprendo qualcosa che ho scritto sul mio profilo FB): ma di che diavolo stiamo parlando?

Quando ero alle medie (MEDIE circa 11-14): 1. i miei compagni saranno stati anche così ignari delle cose del sesso, ma mi insultavano e mi picchiavano perché ‘lesbica, invertita, leccafica’ (per tre anni uno dei leit-motiv è stat “gli vuoi leccare la passera a lei? e a lei?); 2 a un ragazzo molto timido e un po’ impacciato, lo perseguitavano chiamandolo “NOME-leccaglielo bene”, perché come “i pompini li fa lui, non li fa nessuno, te lo succhia meglio di una donna”.
Mi spiegate di che cacchio stiamo a discutere sul presunto sconvolgimento di ragazzi del biennio (14-16) a leggere di un pompino?
Ci siete mai entrati in una classe vera?
(per inciso, per quella storia delle botte quella chi ha rischiato la sospensione, poi, sono stata io, non i miei aguzzini).

In caso ci fossero dubbi sull’iniziativa di questi genitori preoccupati, basta vedere chi li ha appoggiati: croci celtiche, colori e scritte mi sembra che non diano adito a dubbi.

La cosa che mi fa più imbestialire (sbuffo dalle narici come un toro) è che una volta in cui, come da italico costume, ci sarebbe davvero da dire soltanto “è una gran cazzata”; no, invece, si devono fare i distinguo “eh, ma non è adatto”, “eh, ci vuole dolcezza con gli adolescenti”, “eh, ci vuole tempo”. Certo, ci vuole tempo: tanto quelle persone che nel frattempo soffrono a causa del bullismo omofobico possono anche aspettare, no? Che gli fa, al massimo avranno delle ferite che si porteranno dietro per sempre, magari penseranno pure al suicidio, qualcuno arriverà fino in fondo. Ma tanto a voi eterosessuali che cosa interessa?

Per altro, ai paladini de ‘i genitori fanno bene a interessarsi della scuola’, sarebbe pure bene ricordare che in Italia esiste ancora, per fortuna, la libertà d’insegnamento  (decreto delegato 416, se non sbaglio), quindi è vietato interferire con le scelte di un insegnante nell’esercizio della propria funzione. Non vi piace ciò che viene insegnato? Cambiate scuola, andate a una privata che rispecchi i vostri valori morali.

Postilla critico-letteraria. A me questo episodio fa anche molto pensare. Citavo per assurdo Le centoventi giornate di Sodoma, chiaramente un testo che presenta talmente tanti problemi filologici e interpretativi (e che è pure parecchio noioso, a mio avviso), che non farei leggere a un liceo, ma perché dubito che la media degli studenti potrebbe trarne qualcosa.

E però, signori, la letteratura è letteratura, cioè sostanzialmente invenzione, opera di ingegno e qualche volta d’arte. Questo significa che non la si giudica in tribunale, ma nelle pagine di critica letteraria perché la finzione, di per sé, non genera reato.

Ora mutatis mutandis, leggete queste due frasi.

Gli studenti sarebbero stati “obbligati a leggere il romanzo a forte impronta omosessualista” sottolineando che “alcuni passi rivelano, in realtà, un chiaro contenuto pornografico” (fonte). Italia 2014.

“Per gli eventuali procedimenti di competenza, si segnala l’acclusa pubblicazione […]. Nella pubblicazione si riscontra carattere pornografico. Il capo del servizio.” (fonte)

No, non è la stessa denuncia. Il secondo brano è Italia, sì, ma 1955 (l’intentato processo a Ragazzi di Vita, poi furono assolti autore ed editore perché il fatto non costituisce reato.).

Mi sa che abbiamo un problema.

 

Advertisements

29 thoughts on “Nell’anno 2014 ancora a parlare di letteratura pornografica

      • Almeno non potranno comprarci: non hanno posti di lavoro per farlo.

        Tutta questa storia della denuncia, più che altro, mi pare che denunci un grado di diffusione dell’idiozia pure superiore a quello – già elevato – che mettevamo comunque in conto.

      • Infatti. A me non sconvolge che ci sia un gruppo di catto-fascisti che abbia una pensata del genere (purtroppo per noi, ci siamo abituati), ma è tutta la gente che pensa che ‘però un po’ di ragione ce l’hanno’, ‘ma in fondo son ragazzi’ e via dicendo che mi fa pensare che ci sia un’epidemia di imbecillità più diffusa del previsto.

  1. Mi è subito venuto in mente Pasolini; per quella denuncia venne escluso dal Pci, dovette lasciare Casarsa, il suo paese, il lavoro di insegnante… che tristezza, siamo ancora a questi punti. Anche io comunque venivo bullizzata dai miei compagni alle medie, perché ero grassa, brutta e stupida ed i professori ,invece che punire loro, punivano me.

    • Purtroppo gli insegnanti (noi insegnanti) spesso non sappiamo come reagire di fronte ai casi di bullismo, nessuno ci prepara, non c’è supporto e tutto è lasciato alla sensibilità e al buon senso dei singoli. Purtroppo non credo affatto che il mio caso sia eccezionale, anzi, più ne parlo con le persone più trovo che la norma sia che gli insegnanti o sono indifferenti o infieriscono (per es. punendo la vittima perché non si integra, come se l’inserimento e l’omologazione in un gruppo di pari sia un dovere e un valore morale assoluto).

      [L’episodio che ricordi tu su Pasolini è di qualche anno precedente (’49), la biografia pasoliniana si riassume in un lungo calvario di processi. La denuncia a cui ti riferisci tu fu sporta in base a ‘voci raccolte sulla pubblica piazza’ (forse frutto dell’acerba contesa tra DC e PCI, di cui Pasolini era il segretario locale)-i genitori dei tre minorenni coinvolti non fecero denuncia, così come i minorenni stessi- e sì, il PCI espulse PPP per indegnità morale prima del processo, così come il Provveditorato di Udine gli revocò l’abilitazione all’insegnamento (anche se poi nel ’52 fu assolto). C’è un bel film che ne parla, Un mondo d’amore. Io mi riferivo a quello intentato al duo Pasolini-Garzanti, che fu epocale per la sfilza di testimoni eminenti (da Ungaretti a Contini) che presero le difese di Ragazzi di Vita, come opera letteraria e non pornografica.]

      • La prima denuncia di Pasolini fu per corruzione di minore, si hai ragione è quella del ’49, visto che ancora era a Casarsa e non a Roma! 🙂 si, ora mi viene in mente anche quello che dici tu. Ultimamente ho la testa confusa, mi sorprendo a fare casini con le date e i fatti.
        La mia professoressa di inglese mi prendeva più in giro dei miei compagni e gli altri se ne fregavano, dicendo che tanto eravamo solo ragazzi. Peccato che gli schiaffi fossero veri 😀 ahah

  2. io sono eterosessuale e il tema mi interessa. Condivido il contenuto di questo post, trovo assurda questa denuncia e confido che si risolva nella totale assoluzione delle persone coinvolte. Non credo affatto che un romanzo che parla di genitorialità gay sia “eteronormativo” e penso anche che simili etichette (“eteronormativo” come “omosessualista”) tanto più se applicate ad opere d’ingegno siano di per sè sbagliate.

    • Ti ringrazio per il tuo commento.
      Forse non mi sono spiegata bene, non è l’omogenitorialità a essere eteronormativa ( eternormativo non è un’etichetta, è una categoria sociologica, usata anche nella critica letteraria, che indica un fenomeno ben preciso, che è la descrizione dell’omosessualità secondo i canoni -le lenti, se vuoi- dell’eterosessualità. Non c’entra nulla con omosessualista, un neologismo che non si basa su alcuna teoria).
      A prescindere dal pornografico o meno (sulla natura assurda di questa denuncia mi sembra che concordiamo), io ho trovato quel romanzo mal riuscito (cioè eteronormativo) non perché parla di omogenitorialità, ma perché ne parla male, utilizzando situazioni e caratterizzazioni cliché. I personaggi sono molto approssimativi, gioca sul melodrammatico e sulla tragedia.
      Questo ovviamente è il mio giudizio letterario e come tale soggettivo e opinabile e niente a che vedere ha con quello che è capitato all’insegnante che lo ha voluto far leggere in classe.

      • ma allora basta dire che il romanzo è banale o ha personaggi non credibili e costruiti male senza tirare in ballo categorie sociologiche che continuano, con tutto il rispetto per chi le ha formulate, a non convincermi tanto più se applicate ad opere letterarie (non mi convince definire eteronormativo un romanzo che punta sul melodrammatico e sulla tragedia come se questi mondi narrativi non potessero avere protagonisti omosessuali o bisex o come se una scrittrice etero, come mi pare sia la mazzucco, non fosse in quanto tale capace di raccontare determinate storie in maniera convincente).
        Se parliamo di giudizi letterari e come tali soggettivi il punto per me è relativamente semplice: il romanzo ha una sua coerenza e plausibilità interna? Personaggi (di qualunque orientamento sessuale siano) e situazioni sono credibili e caratterizzati bene e compatibilmente col tipo di storia? Esistono, potrebbero esistere persone che in determinate situazioni potrebbero comportarsi così? Insomma il romanzo è all’altezza delle sue ambizioni (“alte”o “basse” o “medie” che siano)? se la risposta a queste domande è sì il romanzo è riuscito secondo me. Scusa se sono andato OT

      • Sono due prospettive diverse, però, vediamo se riesco a spiegarmi meglio :).

        Dal punto di vista narrativo: il romanzo funziona? Secondo me no, perché i personaggi mi sono sembrati poco credibili, i toni esagerati, il ritmo noioso.

        Dal punto di vista sociale/educativo/chiamalo come vuoi (che è il motivo per cui il romanzo è stato scelto, attenzione, non come esempio di bello scrivere, ma come avvicinamento a una realtà ben definita): il romanzo funziona?
        No, perché riutilizza una serie di cliché e di stereotipi che sono lungi dal rappresentare la realtà che vorrebero descrivere, ma che piuttosto perpetrano la percezione che di quella realtà ha la maggioranza della società in cui l’opera (in questo caso il libro) è stata prodotta.

        Ovviamente i due giudizi possono o non possono essere concordi (un romanzo può funzionare dal punto di vista letterario, senza per questo assolvere alla funzione ‘educativa’ che si propone). Do per scontato che tutto questo sia indipendente da qualsiasi elemento della vita personale dell’autore (nessuno è immune al 100% nei propri comportamenti, convinzioni e produzioni da riprodurre dinamiche di oppressione quali che esse siano).

      • io ho i miei dubbi che un romanzo o qualsiasi altra opera (a meno che non sia indirizzata a bambini piccoli e pure in quel caso meglio non esagerare) debba avere intenti “educativi” nè credo che Mazzucco avesse questi intenti..credo volesse raccontare l’umano e la società (per meglio dire un pezzo di umanità e società) attraverso la sua sensibilità.
        La vera domanda è: se un romanzo non ha finalità “educative” (e per me è meglio se non ce le ha, perchè di solito i romanzi con questo obiettivo sono deludenti) perchè leggerlo nelle scuole con questa finalità?
        per il resto io mi limito a dire questo: purtroppo non ho letto il romanzo in questione e non posso parlarne con cognizione di causa, ma nel caso in cui esistano o potrebbero esistere persone omosessuali simili a quelle descritte da Mazzucco, per me sarebbe sbagliato definirlo eteronormativo

  3. mi spiego: secondo me portare la letteratura a scuola non dovrebbe servire ad “educare” ma semplicemente a far conoscere e sviluppare riflessioni sul mondo, le persone,la società eccetera

    • In effetti io ho sempre pensato che qualunque cosa con cui sono venuta in contatto nella vita abbia fatto parte in qualche modo della mia educazione, anche solo per farmi scegliere di non proseguire per quella strada. E in ogni cosa includo pure quello che ho imparato sui banchi di scuola e ogni libro letto su consiglio di un’insegnante o di mia iniziativa. Se ti poni con curiosità davanti a qualcosa, di sicuro ne esci arricchito di esperienza che ti porti dietro per tutta la vita

  4. Ho insegnato per trent’anni storia e filosofia nei licei, mi occupo tuttora di studenti. Che sia d’obbligo trattare temi quali l’omosessualità e (ormai presenti di fatto) i nuovi modelli di famiglia, è scontato; ridicolo oltre che settario farne scandalo.
    Il romanzo della Mazzucco non mi sembra adatto: “brutto” e superficiale.
    Tuttavia – benchè siano noti i linguaggi, i modi, il sentire della maggioranza dei ragazzi – buon gusto e ragionevole prudenza “sociale” consigliano di non scegliere per la lettura in classe pezzi del genere. Non mi risulta che di Catullo, Persio o Boccaccio ci si orienti proprio sui più espliciti, perché farlo con “sei come sei”? Chi vuole, e saranno in molti, accosterà da solo quei testi.

    • Credo che la scelta rimanga delegata alla sensibilità degli insegnanti; quella che riportavo era infatti la mia esperienza sia da studente (Catullo, Marziale, Saffo, Antologia Palatina espliciti) che da supplente (quindi su programmi e testi non decisi da me; Boccaccio, Aristofane).
      Detto questo, concordo che la scelta del testo -per tutti i motivi che ho già espresso- non fosse la migliore (anche se evidentemente questo non era il parere dell’UNAR); è altrettanto vero che non sappiamo se quel passo sia stato letto in classe o -e questa è la mia impressione- sia stata data piuttosto la direttiva ‘leggete questo romano, fra un mese ne parliamo’, nel qual caso la strumentalizzazione da parte dei catto-fascisti sarebbe ancora più lampante.
      Che poi il dato più preoccupante, almeno per me, non sono tanto questo manipolo di estremisti (che, certo, mi fanno rabbia, ma in una democrazia vera sono endemici; l’importante è che queste persone siano messe in condizione di non nuocere né gli altri né i principi democratici), ma la zona grigia, che rivela ancora un grosso problema di pruderie e ipocrisia.

  5. il punto è che approcciarsi alla narrativa puramente sul piano puramente della “missione pedagogica-educativa” (che per me non dovrebbe neanche essere tra i principali compiti della letteratura e della narrativa) è fallimentare, temo..ci sarà sempre qualcuno che è scontento o perchè non vuol sentire parlare di dati argomenti o perchè ritiene che il testo scelto non sia adatto o “all’altezza”. Meglio puntare sulla letteratura senza ricercare per forza il “messaggio educativo”..insomma: se un docente dovesse ritenere Busi migliore sul piano letterario di Mazzucco perchè non dare da leggere Seminario sulla gioventù? Troppo difficile per dei liceali? Dipende dai liceali. E poi in base a che criterio? Io ricordo che al liceo mi fecero leggere Madame Bovary e Memorie di Adriano senza alcun intento “educativo” o “sociale”,..non erano due romanzi “facilissimi” (che poi questa divisione tra libri “facili” e “difficili” come tra letteratura “alta” e “bassa” è tutta da rivedere e io non la riconosco proprio) ma io li apprezzai

  6. Non trovo l’elenco degli altri romanzi consigliati. Che “sei come sei” lo fosse, mette al riparo gli insegnanti. Dai media si ricaverebbe la lettura in classe…
    Qualche link: http://www.tempi.it/gender-in-classe-ecco-i-libri-( campagna gender, all’interno del progetto antidiscriminazione, finanziato dal ministro Fornero); http://www.unar.it/unar/portal/wp-content/uploads/2014/02/KIT-ANTIDISCRIMINAZIONE (tutto il programma, 112 pagg).
    Concordo con Paolo sul dubbio risultato dell’approccio “strumentale” alla narrativa. Dal mio punto di vista, alcuni romanzi sono adatti a integrare materie non letterarie. Difficile far leggere al liceo un intero saggio storico, però Eco, Flaubert, Levi ecc. sono portatori di valide categorie di giudizio.

    • Il link di Tempi mi pare proprio tutto un programma (di manco tanto velato conservatorismo e omofobia; per altro anche basta con questa confusione voluta tra ‘gender’ e ‘queer’). Per altro lì si parla dei libretti dell’istituto Beck, non delle letture (infatti è di febbraio). Ho i libretti sul computer e francamente non mi sembravano nulla di scandaloso (se mai un po’ approssimativi, ma in una divulgazione di quel tipo ci sta). Il programma dell’UNAR mi sembra molto ben fatto (non molto dissimile da quanto in altri paesi si fa in materia di lotta alla discriminazione già da anni).

      Una lettura strumentale ci può stare se i testi hanno un qualche valore (di qui la distinzione fra letteratura ‘alta e ‘bassa’ o meglio, fra letteratura di puro intrattenimento e letteratura che invece vuole trasmettere altro; che non vuole essere una delegittimazione, ma mi sembra una distinzione presente); altrimenti al massimo possono essere usati come spunto per la discussione (in questo caso anche un libro ‘fiacco’ come quello in oggetto, può essere usato in modo intelligente per stimolare la discussione, a patto che il docente sia abbastanza preparato sia in termine di conoscenze che di gestione del gruppo classe).

  7. Pingback: Il popolo del webbe e l'indignazione a comando - Las Vegas edizioni

  8. Sono d’accordo con te. Il romanzo è veramente mal riuscito, dal punto di vista tematico, come stilistico. E’ un (gravissimo) peccato letterario, ma, appunto, letterario. Trascinarlo in questa polemica extra-testuale è stato strumentale, bigotto e odioso. E, in ultima analisi, ha pure favorito un rilancio delle vendite di un pessimo libro che stava bene dove stava.

  9. Ho letto altri libri della Mazzucco e mi sono pure piaciuti, non questo per cui non intendo esprimere giudizi. A dare fastidio non è in fondo la descrizione di un rapporto sessuale (anche perché allora censuriamo la mitica, si fa per dire, posta pornografica del ginecologo su Cioè), ma il fatto che si parli di un rapporto tra persone dello stesso sesso. Non sia mai che i pargoli, che hanno già visto di tutto su Internet, siano turbati da queste cose! Meglio far leggere, soprattutto alle ragazzine, le varie sfumature per renderle sottomesse… Quanta ipocrisia! Conseguenza dell’eterosessismo, cioè la presunzione che siamo tutti eterosessuali e chi non lo è deve nascondersi o normalizzarsi, almeno all’apparenza, salvo poi andare a prostituti o fare la gatta morta con una lesbica visibile… Sul bullismo, come lesbica, potrei raccontarne tante, credo che al di là di un libro, forse non geniale, ci sia molto da lavorare per contrastare l’eteronormatività. Non siamo tutti e tutte etero, se ne facciano una ragione.

    • chi sono le lesbiche “visibili”? Quelle dal look “mascolino? Ma una ragazza lesbica può anche avere un look non mascolino semplicemente perchè le piace così..il look di qualcuno non è necessariamente legato all’orientamento sessuale

  10. Grazie al cielo, la libertà d’insegnamento è tutelata mica solo dai decreti delagati, ma dall’articolo 33 della Costituzione: L’arte e la scienza sono libere e libero è il loro insegnamento.
    che vadano a quel paese.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s