Ad ognuno la sua voce [Check your privilege]

Quando parlo dei diritti LGBT+ in Italia, mi accorgo sempre di più che mancano proprio le basi più semplici e che si è molto lontani dal riconoscere le dinamiche di oppressione nei confronti della comunità LGBT+. Tutti a riempirsi la bocca, magari pure a indignarsi per l’ennesimo morto per omofobia o per la sparata di Giovanardi.

Il cha, certo, va bene, ma il lavoro da fare, il lavoro di ognuno di noi è molto più grosso, perché sono proprio le piccole azioni quotidiane, il linguaggio che si usa, una certa forma mentis che vanno cambiati.

C’è una frase inglese, diventata quasi luogo comune, che dice ‘check your privilege‘, ‘controlla’, o meglio, ‘ricorda il tuo privilegio’. vuol dire molte cose in una frase sola:

1. che prima di dare un giudizio o ad accostarsi alla realtà di una minoranza, quale che sia, bisognerebbe pensare alla propria posizione di vantaggio rispetto a quella minoranza: se sei etero, prima di dare un giudizio sulla percezione della discriminazione nella vita di omosessuale, ascolta. Molto spesso chi fa parte della maggioranza neppure si rende conto di vivere in una condizione di vantaggio (per esempio, quante persone chiedono a un eterossessuale di parlare in quanto rappresentativo di tutti gli eterosessuali? *)

2. che le minoranze hanno diritto alla loro voce e al loro modo di esprimere il disagio per l’oppressione che sperimentano e che, per quanto una persona che non è parte di quella stessa minoranze, possa essere simpatetica e miri ad essere un buon alleato, impari a parlare con un po’ di umiltà. Quindi tu eterosessuale prima di dire ‘ma voi gay vi ghettizzate, ma voi gay siete sempre arrabbiati’, pensa due volte, pensa alle origini di certa rabbia. Se non sai, informati, chiedi (ti assicuro, nessuno è cannibale da queste parti).

É una cosa questa, che vale per tutte le disuguaglianze. É l’unico modo per riuscire davvero a lavorare verso l’uguaglianza, con rispetto e comprensione dell’altro. E, se ci pensate, non è neppure così difficile.

* per farvi un’idea di cosa siano i possibili ‘privilegi’, potete consultare diverse risorse online in inglese, ad esempio questa lista. Nei prossimi giorni ho intenzione di tradurne qualcuna.

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2 thoughts on “Ad ognuno la sua voce [Check your privilege]

  1. A queste belle personcine farei leggere anche qualcosa sul “minority stress”, potrebbe essere istruttivo!
    Da definizione: “stress continuativo, macro e micro traumatico, cui vanno incontro le persone omosessuali” anche se correggerei in : “stress continuativo, macro e micro traumatico, cui vanno incontro le persone facenti parte di una qualsiasi minoranza”.

    Scusa l’intrusione 🙂

    • Ciao e benvenuta! Ma che intrusione, anzi, grazie del commento 🙂
      E anche quello è un altro concetto che andrebbe fatto entrare in testa a un bel po’ di gente (specie a tutti quelli che ci accusano di fare sempre ‘tragedie’ e di essere le ‘vittime a tutti i costi’) 🙂

      Grazie per il reblogging sull’altro post!

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