Il corpo in battaglia

Ci sono giorni che l’esigenza di lottare la senti sulla pelle. Come ci fosse il marchio di una bestia, come se ogni affronto ai tuoi diritti di persona fosse uno schiaffo, peggio, una stilettata fra le costole. Le catene dell’oppressione lasciano davvero la pelle lacera e tumefatta. Quando sei donna te ne accorgi presto, che c’è questa tendenza degli Stati e dei Poteri (le istituzioni, le chiese, ad es.) a legiferare sul tuo corpo, senza chiederti il consenso. A deprivarti dell’autodeterminazione, della libertà di scelta.

Quando sei donna e omosessuale, costretta in una società che non accetta (a volte neppure tollera) la tua diversità, che la ingabbia in una visione preconcetta dove devi comunque ridurti ai loro, di corpi e di esperienze sensibili.

Per ribellarsi a tutto questo, non resta che gettare il proprio corpo e il proprio cuore nella battaglia. Perché non possiamo permetterci di perdere.

 

mybellySabato ero con altre compagne alla dimostrazione presso l’ambasciata spagnola contro la proposta di legge che renderà abortire in Spagna praticamente impossibile. Le prime a farne le spese, come sempre, saranno le donne delle classi più povere, quelle che ne hanno più bisogno. Seguite la campagna #mibomboesmio sui social network.

 

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