La torta del 2013

Ecco, non so bene come descrivere questa torta, forse come uno di quegli impasti venuti un po’ a metà, mezzo gonfio e mezzo no, una torta marmorizzata, pasta bianca e pasta nera. Qualcosa che poteva essere cotto a puntino e invece rimane imperfetto.

Sono più precaria di quando ho iniziato a cucinare, come quando in corso d’opera ti accorgi che per quella ricetta che volevi fare. Poi ci sono gli ingredienti che mancano all’improvviso (eppure avevo controllato, lo giuro!): ho perso delle persone che amavo, o perché sono arrivate le Moire o perché, semplicemente, se ne sono andate (ed è forse peggio, perché ai rapporti che finiscono è difficile dare una spiegazione).

E allora si cambia ricetta, anzi si reinventa. Magari si aggiungono sapori nuovi ai quali non avevi mai pensato prima, li assaggi e pensi quanto ci stiano bene e sono quelli che ti risollevano la riuscita di tutto il dolce, dandogli una nuova prospettiva, quel tocco di violette candite oppure quella farina a grana grossa che non avevi mai provato a usare prima.

E mentre guardavo in forno la pasta lievitare è arrivata anche  la chiarezza di sapere cosa volere dalla cucina della vita e forse anche come ottenerlo (se il prossimo anno mi portasse un po’ di determinazione in più, sarebbe un bel regalo).

E quindi buon 2014, amici miei.

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