Giri di tempo

Dov’è finito dicembre?

Non mi sono scordata del blog, è che questo mese i giorni sono andati via come ciliegie mature, in bocca uno dopo l’altro, rossi e succosi; alla fine è quasi Natale e non me ne rendo ancora conto.

Meglio, perché Natale non mi piace, con la sua retorica dell’essere buoni una volta tanto’, le sue famiglie che devono apparire borghesi e perfette, il suo consumismo che neppure la crisi riesce davvero a scalfire, le solite canzoni di Natale, le luci scialbe,  i babbo Natale impiccati alle finestre.

Dovrei raccontarvi di Bruxelles, del congresso di SEL Europa, dei miei progetti di scrittura, della pila di libri che mi accoglie in camera, di una lettera 32 verde che siede sulla scrivania e profuma di buono, di tutti gli attimi importanti che passano come Pleiadi, di quanto è bella Firenze alle due di notte, di Roma che mi accoglierà fra pochi giorni.

Non so da dove cominciare, quindi abbiate pazienza e prendetemi così, un po’ magmatica.

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