D’olio e d’aromi

Qualche giorno fa è arrivato quello che mio padre chiama ‘il pacco dell’emigrante’, ovvero la spedizione che ogni tanto i miei genitori mandano con il cibo che qui in Inghilterra non si trova, oppure che non ci possiamo permettere.

Così da cinque anni ogni Novembre, i miei mi spediscono quel miracolo che è l’olio nuovo, franto di fresco, con quel suo colore  verde, un po’ lucido. Con dentro  l’aroma delle colline del Chianti, della frutta che coltivava mio nonno quando era ancora in vita, del giugno passato in campagna, quando ero piccolissima (l’olio, infatti, è proprio quello di famiglia, dell’uliveto di mia nonna), del roseto dietro casa.
É un paese, quello dove è nata mia mamma, che ho odiato e amo allo stesso tempo, per le solite dinamiche familiari, perché quando sei adolescente preferiresti spendere il tuo lunatico tempo in altro modo che in un paese di neanche trecento persone.

Là, d’estate, ci sono sempre state le lucciole, che ai bambini si dice siano fatine che ‘fanno i soldi’ (e io mi sono sempre chiesta perché, se davvero facevano soldi, il paese sembrasse sempre tanto povero). Mi sono stupita quando la Piccina, che è cresciuta nell’Agro, mi ha detto che lei quegli animaletti lì, le lucciole, a mala pena sapesse che cosa fossero, che non li avesse mai vista.

Mi sa che ce la devo portare quest’estate, a vedere le lucciole che illuminano la collina e le foglie degli ulivi.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s