Come la lancetta dei secondi

…nel quadrante di un grande orologio. Continuo a girare così forte che ho sempre l’emicrania (confesso che la tonsillite non sia di grande aiuto).
Sono giorni di scadenze serrate, per la tesi, i cv da inviare, Sabbia e Ceneri che è quasi ora di licenziare.
Mi sta mettendo ansia, ma pare che finalmente abbia sbrogliato l’ultimo capitolo, così potrò cominciare a rivedere lo stile…mi conosco, per fermarmi ho bisogno di sapere quando finirà il tempo. Ho deciso che sarà alla fine dell’estate, per allora è bene che anche il mio lavoro finisca in mano di altri (è proprio il casi di dire, i miei quattro lettori).

Chissà, magari avrò la meglio sulla mia timidezza (leggasi pusillanimità) e ne parlerò a qualcuno, il sedici di settembre. O forse no. Credo più nei dialoghi interiori (specie coi morti, perché tanto non rispondono).

Sono giorni di ansie, di corse, di incubi, di terrore. Come il ticchettio di quelle lancette.

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