I grandi maestri.

È cosa dolce su nei monti

quando dai tiasi in corsa si cade al suolo.

con indosso la sacra pelle del cerbiatto,

a caccia del sangue del capro ucciso,

e il piacere di mangiare carne cruda,

con intimo impulso

verso i monti della Frigia della Lidia

e la guida è lui, Bromio.

Euoè.

Sono quelli che non solo sono grandi luminari, ma sanno comunicarti la loro passione per le materie che studiano da una vita, che a dispetto di tutto, anche della malattia, fanno di tutto per instillarti una passione. Ti guidano come genitori severi e premurosi. Ti ispirano a non mollare. Di quelli che quando ti fanno un complimento severo, ti fanno sentire al settimo cielo.

Non dimenticherò mai le lezioni sulle Baccanti, su Saffo, su Pavese e le chiacchierate sulla filologia, sul senso di questo bellissimo mestiere.

Ave atque vale, Vincenzo.

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