Sit tibi terra levis

C’è stato un periodo, da bambina, che volevo fare l’astrofisica: i pianeti, le galassie, i buchi neri mi hanno sempre affascinato. l’Universo (o gli Universi) è una consolazione, perché quando, a notte chiara, guardi all’insù, ti rendi conto di quanto la tua vita, coi suoi dolori, gli affanni, la rabbia, sia piccola e insignificante in un equilibrio di miliardi e miliardi di altre particelle.
Di Margherita Hack ho a casa moltissimi libri, perché mi piaceva il modo semplice e razionale con cui sapeva spiegarti le cose, come una nonna che ti rivela i segreti della vita (dal vivo, purtroppo, l’ho ascoltata in una sola occasione), la faccia simpatica della mia terra. La misi anche nella tesina di terza media, nella galleria delle grandi italiane per me fonte di ispirazione.
Che a più di novanta anni sia naturale morire è vero, ma visto che l’uomo non è solo tutta scienza, a me una lacrima scende lo stesso.

Sit tibi terra levis, ci mancherai.

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