British Film Institute [1]

Ieri sera io, moglie e una coppia di amici siamo andati al British film Institute a vedere “Uccellacci e Uccellini” (più due corti, Che cosa sono le nuvole? e Totò al circo). La prima cosa è stata…che soddisfazione! Erano mesi che, complice i prezzi alti, non vedevo un film su grande schermo e mi ero scordata quanto fosse entusiasmante (io e moglie non abbiamo neppure la tv, ci guardiamo tutto sul suo pc o sul mio).

Da quando è stata annunciata la retrospettiva su Pasolini (che poi è la stessa che si è aperta a New York a dicembre dell’anno passato), io sono andata in modalità risparmio per cercare di vedere più cose possibili, però non mi aspettavo così tanta soddisfazione (sono pur sempre fil  che ho già visto almeno un paio di volte). La qualità delle pellicole è ottima (sono state restaurate e riversate su pellicole di qualità più alta), le sale ricordano un po’ i cenma di una volta, di dimensioni medie, con le poltroncine comode in velluto rosso, lo schermo che è anche palco. 

Che cosa sono le nuvole? visto su grande schermo mi ha proprio commosso. L’ho sempre trovato molto poetico, però visto in grande si notano tanti particolari che nello schermo piccolo sfuggono: la fotografia di delli Colli a grandi dimensioni è ancora più spettacolare (m’è venuta una gran voglia di vedermi pure il Decameron su grande schermo).

Ho passato la serata con un sorriso idiota sulla faccia, che si è rotto solo sulla chiusa di Uccellacci e Uccellini, perché quella è un’altra parte che mi emoziona sempre tanto (mai citare Pasquali a un filologo latino, ci scappa la tempesta emozionale).

È stato bello anche vedere chi si è preso la briga di venire a vedere il film e come abbia reagito. Avevamo fatto una scommessa con I. sulla presenza di italiani in sala. Lui pensava che saremmo stati tutti italiani, io sostenevo che forse, per quel film lì, potevano essercene abbastanza perché è sempre un film con totò.

Sbagliato. Oltre a noi ne abbiamo individuato solo uno (di fronte), tutto preso a spiegare il film alla fidanzata inglese. Poi c’era gente di tutte le nazionalità (compreso un russo che rideva a crepapelle facendo l’effetto tuono in tutta la sala) e di tutte le età (ok, no, bambini, no). E la maggior parte di loro ha riso per tutto il tempo (sul foglio di accompagnamento che ci hanno dato, invece, avvertivano il pubblico che il film a new York era stato mal ricevuto, perché gli spettatore si aspettavano qualcosa di simile al Vangelo).

Per altro, ieri mentre girovagavo in attesa dell’allegra armata Brancaleone, mi sono fatta un giro al bookshop del BFI…hanno tutto quello che in film si possa volere (e se non ce l’hanno, te lo fanno arrivare).  Sono sicura di sapere dove fare i prossimi regali per i miei amici (molto più esperti di cinema di me).

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4 thoughts on “British Film Institute [1]

    • Purtroppo no, io sono stata a Torino solo una volta e per pochissimo (giusto per il Museo Egizio e una mostra su Alessandro Magno), Margi non c’è proprio mai stata…stiamo valutando l’opzione di fare un week-end estivo, il museo del cinema mi piacerebbe proprio tanto.
      Uh *_* dovete assolutamente farci sapere quando venite, così vi portiamo in tutti i posti ‘belli e nascosti’ 😉

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