I miei dieci centesimi sulla politica.

Le elezioni, dal mio punto di vista, sono state un disastro: non tanto per il prevedibile successo (che io continuo a trovare inquietante) del M5S, ma per il ritorno in grande stile del CaiNano.

Il PD paga il prezzo di una campagna elettorale disastrosa, SEL ne viene in parte trascinata (ma a essere proprio onesti, non mi aspettavo comunque che sfondasse più del 5%…che poi sarebbero più o meno i voti di SEL e Rivoluzione Civile).

Io sono contenta di aver votato SEL a Camera e Senato, più per affetto nei confronti del Circolo Radio Londra e del programma nazionale, che per i candidati del mio collegio (non sono iscritta AIRE, voto in Italia) e perché comunque nei valori di SEL mi ci rispecchio.

La più grande delusione sta venendo adesso con i tentativi da più parti di SEL di apparentarsi al M5S. Io personalmente mi sento di aver molto poco in comune col ‘movimento’ com’è adesso: ci si può accordare sui punti di programma, anzi è doveroso farlo, per uscire da questo stallo, ma io in uno stretto legame fra SEL e M5S non credo. Non ci credo perché non mi piace un movimento senza ideali precisi, un programma che è molto destruens e poco costruens (e me lo sono letto tutto, non mi si taccia di ignoranza), non mi rispecchio nel loro modo, per adesso, di fare politica, né nel loro linguaggio, che parla prevalentemente alla pancia, è aggressivo e spesso abolisce ogni coscienza critica.

Non basta avere più lauree degli altri per essere persone colte o per avere più senso civico.

Inoltre diffido dei salvatori della patria di qualunque colore essi siano; in un paese democratico è giusto cambiare colore del governo e un cambiamento in Italia è necessario, ma credo che di ‘Uomini della Provvidenza’ ne abbiamo avuti a sufficienza.

Se SEL deciderà davvero per un ‘centrosinistra a 5 stelle’ o per una confluenza col PD, di sicuro il mio sostegno e il mio voto lo perderà.

(di come SEL dovrebbe ristrutturarsi e ripartire, ne parlerò prossimamente, perché è chiaro che la linea attuale e la leadership di Vendola sono state fallimentari).

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15 thoughts on “I miei dieci centesimi sulla politica.

  1. Sono d’accordo con te, le analisi sono acute e brillanti, ma cosa potrebbe fare di diverso Vendola, o in generale tutto il PD? Le forze in campo sono queste: o PDL o M5S.
    Più che altro comincerei a chiedermi perché tanta gente vede in Grillo un salvatore; ho l’impressione che non sia la stessa superficialità o corruzione che spinge ,e ha spinto, a votare il CaiNano. C’è qualcosa di diverso. Ci troviamo di fronte a una rabbia, che non giustifico, ma comprendo. Quando osservo questi neoeletti del M5S, decisamente sempliciotti, ingenui e impreparati, manipolati da un demagogo, ma allo stesso tempo appassionati, duri e puri, (saranno dei coglioncelli, ma non mi sembrano motivati da vili interesse personali), mi viene la pelle d’oca, mi farebbero quasi tenerezza, se in ballo non ci fosse il destino di una nazione e forse di mezzo mondo. Cosa è successo? Cercare un dialogo con loro e con coloro che li hanno votati mi sembra inevitabile…

    • Perfettamente d’accordo con te, anche perché qualcuno dovrà pure governare. Però una cosa è trovare un accordo di programma, un’altra è identificarsi.
      Forse il bisogno di un Salvatore deriva da una generale mancanza di cultura (politica e non solo) che poco fa comprendere le dinamiche partecipative e il rispetto stesso delle regole. C’è stata, insomma, una banalizzazione estrema nella concezione popolare della gestione della cosa pubblica.

  2. “Non basta avere più lauree degli altri per essere persone colte o per avere più senso civico.
    Inoltre diffido dei salvatori della patria di qualunque colore essi siano; in un paese democratico è giusto cambiare colore del governo e un cambiamento in Italia è necessario, ma credo che di ‘Uomini della Provvidenza’ ne abbiamo avuti a sufficienza.”

    Hola! Non ci conosciamo, ma mi trovi decisamente d’accordo sul M5S, in generale, e sue queste due frasi in particolare. E buttando un occhio al resto del blog ci potrebbe essere molto altro su cui concordare 😉

      • In questi giorni pure io ho dei problemi con i commenti e le risposte: la tua, per esempio, l’ho vista solo adesso. In ogni caso al prossimo post! – sperando che WordPress non faccia altri scherzi 😉

  3. E’ un discorso troppo lungo per liquidarlo in poche battute di un commento, però, con calma mi piacerebbe discuterne, seriamente, senza polemiche e senza ideologismi, con qualcuno… Perché non capisco. Non riesco a capire il perché di questa avversione: molti dei temi e delle rivendicazioni di Grillo dovrebbero – a mio avviso – sposarsi perfettamente con la sinistra, da quella più estrema a quella più moderata. Non capisco, e mi piacerebbe invece capire perché, questa chiusura a priori. Perché chiusi alle rivendicazioni di Grillo, quelli della sinistra lo sono stati già in passato, quando lui chiedeva soltanto di esser ascoltato in ambito di partito. Gli è stata persino negata la tessera del PD impedendogli di parlare. Perché? Ribadisco, senza polemica, solo volontà di comprendere…

    • Provo a spiegarti la mia visione, che non ha la pretesa di interpretare quello che pensa la dirigenza di SEL (o tanto meno del PD, partito, per altro, che non mi è mai piaciuto molto).
      Il programma di Grillo ha dei punti ‘di sinistra’ (ad es. le battaglie ambientali, il reddito minimo garantito, battaglia che SEL conduce da anni, per altro), ma la lettura del programma mi ha dato l’idea di qualcosa di raffazzonato, che dice molti no, che urla cosa non va fatto, ma non propone soluzioni. Non basta dire ‘soldi alla ricerca’, devi spiegare, almeno a grandi linee, come troverai quei soldi, come saranno distribuiti etc. E questo è il mio primo problema.
      Il secondo e più grave problema è nei modi, che sono tutt’altro che trasparenti, a mio avviso. L’idea di un partito personale, in cui conta solo il leader che costruisce la sua campagna con gli urli e i ‘vaffa’non mi piace. L’idea di un partito dove il simbolo sia protetto da copyright, dove le dinamiche decisionali non siano trasparenti non mi piace. Collegata a questa c’è la questione Casaleggio, che trovo piuttosto inquietante: una figura legata alla finanza internazionale, che ha in mano un giornale, una casa editrice e una delle più grandi aziende italiane di pubblicità e marketing. Mi ricorda molto un certo conflitto di interessi.
      Poi c’è un altro problema, non irrilevante, che è quello dell’incompetenza: non ho dubbi che buona parte degli attivisti del M5S siano in buonafede, ma questo non è sufficiente, ci vuole preparazione per gestire le cose dello stato (a cominciare da studiarne l’ordinamento e il funzionamento) e mi sembrerebbe il minimo che un partito richiedesse questo requisito ai propri candidati (ti faccio un esempio personale: come sai facevo parte del team del candidato di SEL- UK: ecco tutti noi come funzionasse lo stato ce lo siamo andati a studiare o a ristudiare proprio per essere credibili, poi ognuno ha portato i contributi secondo la sua specializzazione, sulle tematiche del programma e sull’analisi politica). Questa ingenuità i impreparazione politica è stata usata da Grillo in modo demagogico parlando di ‘democrazia diretta’, di ‘poter di internet’ etc., cose che vanno bene per uno slogan, ma che hanno poco a che fare con la realtà del paese.
      A tutto questo, poi, si aggiunge certamente anche il lato ideologico: a me -e a quel 4% o forse più che la pensa come me- non sembra giusto ‘buttar via bambino e acqua sporca’. Sinistra e destra non sono, nella mia opinione, categorie superate, perché corrispondono a una diversa visione della cosa pubblica e forse anche della vita (coinvolgono, in un certo senso, anche la sfera morale dell’individuo): buttare via questo, vuol dire non avere più fondamento della propria azione politica, non avere più una guida e quando questo avviene, tutto diventa pericolosamente relativo e soggettivo (ed è un male che la sinistra tutta, anche quella radicale, non sia stata capace in Italia dal 1989 di farsi un’esame di coscienza sulla propria storie e di affermare fortemente quegli ideali che la caratterizzano…c’è insomma, una sorta di vergogna nel proclamarsi di sinistra, nello studiare Marx o Gramsci).
      Ecco in soldoni i motivi per cui il M5S al momento non mi convince per niente.
      Detto questo, come dicevo nei miei post precedenti, credo che sia necessario un accordo programmatico, almeno sui punti che sono sicuramente trasversali (legge elettorale, conflitto d’interesse) e poi tornare a nuove elezioni per avere un parlamento più stabile che sia in grado di esprimere il Presidente della Repubblica e di governare il paese.

      Edit: mi sono scordata pure un’altra cosa, non irrilevante: il linguaggio. La politica che urla, che mette in ridicolo gli avversari o chi dissente, che parla alla pancia più che alla ragione non mi rispecchia e non mi invita al dialogo.

  4. Grazie! Mi ritiro a metabolizzare quanto hai detto e a breve ti risponderò. Mi piace, poter parlare di questo senza “scazzi” di parte. E’ molto arricchente…

  5. Nel frattempo mi sono impelagata in una discussione sullo stesso argomento con tre/quattro amiche di fb. Linkerò questo tuo post al post in questione, così, magari, rimbalziamo i contenuti e le risposte… Non riesco a postare qui, invece il link alla mia discussione su fb. Non so come si faccia a estrapolare il link di un singolo post. Comunque scrollando dalla mia bacheca, lo trovi… è quello che ha più commenti di tutti… 🙂
    Con calma, magari estrapolerò i miei interventi lì già espressi. Ma il capire mi è importante.

  6. s’è capito allora perchè Grillo è sparito: prima di andare a governare sta facendo una full immersion di educazione civica

    • Grazie, Amneris. Mi sono letta un po’ la discussione durante la pausa pranzo; i miei dubbi rimangono quelli che ti avevo esposto prima (per altro mi fa piacere che tu sull’amministrazione Pizzarroti abbia un buon feedback, perché quelli che ho io (da amici che vivono a Parma) sono piuttosto critici (ma come al solito, probabilmente la verità sta nel mezzo).
      C’è un’altra cosa che mi turba molto nell’analisi di alcuni dei tuoi contatti, che è la vulgata sul problema Europa, il fiscal compact e la perdita di sovranità nazionale: le critiche riguardo a come è stat gestita la situazione sono legittime, però mi piacerebbe vedere un dibattito su queste tematiche un po’ più informato (non basta dire ‘usciamo dall’euro’, ‘non paghiamo il debito’ o slogan di questo genere, perché la situazione è molto più complessa sia dal punto di vista meramente economico che politico; a dicembre abbiamo organizzato qui a Londra un incontro dal titolo ‘Crisis: the exit is on the Left” che è stato molto illuminante sulla complessità di certe dinamiche; se ti interessa si dovrebbe ancora trovare lo streaming sul canale del Circolo Radio Londra). Mi piacerebbe capire quali sono le analisi e le soluzioni pratiche e attuabili che propone il M5S.
      Poi ci sarebbe da fare un discorso sull’analisi storico-politica che viene fatta da molti sugli ultimi venti anni della storia italiana, dove si equipara insieme Berlusconi, Monti e Bersani (quante volte l’ho sentito ripetere) e che sinceramente mi sembra molto triviale e pericolosa (l’appiattimento della memoria storica è manovra molto comoda per distruggere il senso critico).

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