Titolo in bianco e nero.

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É morto. Piango.

Ingoio pezzi di vetro

Eppure è il solo mio amore

A giacere in un sacco di plastica

Bianco, Nell’immondizia,

nel fango, in tomba d’erba e sabbia,

In una scatola dimenticata

Nella polvere dei silenzi.

Ucciso, trucidato,

Il gas nei pori e nella gola,

Schiacciato, spappolato,

preso a bastonate; Lo hanno

consumato e finito.

Il vero ordigno

È, però, il mio cuore il segnato

Segreto per noi

che rimaniamo, mentre lui se ne va.

Frantumo bottiglie.

Sotto i miei denti

Dalla trasandatezza

diventati fascino,

Una scheggia punge le tonsille,

Un’ altra, birichina, nella trachea a

bloccare il mio respiro.

Sono di lutto ebbro

Per un ‘ti amo’ che sarà forzato

D’ essere eterno remoto e rimosso.

Non si stanca un latrato

Che avvolto dei propri brandelli

Penetra disgiunto Le lunghe ombre

dell’inverno e Le unghie strappate

della terra matrona.

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