Musica popolare e storia

Una delle prime canzoni che mio padre mi ha insegnato e che abbiamo a lungo cantato insieme era la Ballata del Pinelli. All’epoca avrò avuto 5-6 anni, non ne capisco volto, ma mio padre non si è mai rifiutato di spiegare, con le parole adatte alle mie differenti età, cosa fosse Piazza Fontana, chi fosse Pinelli. Era la prima volta che alle mie orecchie risuonavano le parole ‘strage di stato’ e ‘terrorismo nero’.

Solo da più grande, poi, sono riuscita pian piano a mettere le fila di una storia, quella degli anni 60 e 70 italiani, che quando cerchi di spiegarla a chi italiano non è, è così cruda e intricata che fa l’effetto della trama di un libro o di un film. Purtroppo questi avvenimenti sono sentiti allo stesso modo, se non ignorati, da tante persone della mia generazione, che di cosa sia successo in quegli anni lì non ne hanno proprio idea e non lo trovano ‘interessante’ per il loro presente, complice di questo la nostra società che quando parla di molta storia recente lo fa poco e sempre in modo molto ovattato, spesso ipocrita, fintamente super partes.

(a tal proposito è sempre un bell’esercizio rileggere La Notte della Repubblica di Zavoli, dove la storia è fatta attraverso interviste, testimonianze, atti giudiziari, ma anche la ricostruzione della mentalità collettiva).

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