Non è la mia Sinistra (questo è un post arrabbiato).

Dibattito primarie ieri sera a Londra. Dico subito che, nonostante gli scarsi mezzi, metti tre belle teste insieme (e una birra) e siamo una gran bella squadra. E che è bello scrivere quello che scrivi perché non credi solo alle statistiche, ma soprattutto agli ideali, perché pensi che ci voglia più libertà e più diritti, più eguaglianza, più giustizia nel nostro paese.

Poi però ti cascano le braccia quando ti senti dire dal candidato del “modernissimo renzi” che la sinistra dovrebbe essere solo “democratica” e non progressista, “democratica” e non socialista (parlando del raggruppamento a livello europeo). Che ideali ed ideologia sono una cosa superata, inutile, quasi pericolosa e che la vera sinistra è “essere liberi di votare secondo ragione, anche un candidato dello schieramento opposto, anche un candidato di destra”. Che tutta la storia alle spalle è stato un grande sbaglio.

Mi dispiace, ma questo relativismo spicciolo e un po’da bar non è la mia Sinistra. Certo in nome dell’ideologia sono state fatte tante cose sbagliate, ma la vera onestà sarebbe farsi una bella analisi di coscienza e capire cosa, dove, e perché sono stati fatti degli errori. Buttare via il bambino con l’acqua sporca è una soluzione facile, ma non è la migliore.

I miei ideali me li voglio tenere ben stretti, io sotto quell’ombrello comune che non è progressista, che di diritti si occupa poco e male, che pensa che giustizia sociale, equità, redistribuzione etc. siano solo vuoti slogan, non ci voglio stare.

Quella cosa là non è la mia Sinistra.

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