Di buoni propositi ed altre nugae

Nugae nel senso quotidiano di  `sciocchezzuole, cose di poco conto (e, diciamocelo, auto-referenziali).

Prima di tutto ringrazio tutti coloro che tramite Facebook hanno dato un feedback al mio post precedente e solo una rassicurazione: no, non mi sto arrendendo, ma sono convinta che bisogna sempre rimanere con i piedi ben saldi a terra per non farsi abbattere dalla prima folata di vento e che essere consci dei propri limiti aiuti sempre a muoversi meglio.

Ma veniamo ai buoni propositi: ho deciso di darmi nuovamente degli orari per la scrittura e per la gestione del blog, perché mi manca scrivere cose che non siano accademiche con una certa regolarità, e mi sono accorta che durante la settimana mi è praticamente impossibile.

Aono colpevole e lo confesso dopo una media di dieci ore passate al pc a scrivere la tesi/articoli, alla sera il mio cervello si rifiuta di mettere due parole insieme. Non è mancanza di determinazione, è proprio che non ce la faccio; quindi ho deciso di regalarmi le prime ore del sabato mattina (quelle in cui moglie ronfa sonoramente) per portare avanti i miei progetti (che oltre a finire Nocturnales, in questo momento significano anche rimettere in sesto Caramel, che è ora che trovi una forma compiuta e magari un editore)

Questo significa che le recensioni di Giancarlo il Tarlo diventeranno l’appuntamento fisso del sabato mattina.

P.s. Mi permetto anche un consiglio di lettura seria: andatevi a leggere il post di Maria, una bella testa pensante, carissima amica e collega con i piedi per terra (su Huffington Italia).

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3 thoughts on “Di buoni propositi ed altre nugae

  1. Ho letto il post che consigli, e devo dire che mi trova d’accordo, e ho letto i commenti. Ma che gente c’è in giro? Sembra uno scannatoio a colpi di contestazioni filologiche, uno Uomini e donne ambientato in una facoltà di filosofia.

    • Mi credi se ti dico che è esattamente rappresentativo del mondo accademico umanistico italiano?
      Da una parte i “baciati dalla fortuna” (chiamiamoli tutti così…) che non riconoscono di essere stati fortunati e mandano avanti un falso modello di meritocrazia, dall’altra quelli del “era meglio avessi fatto altro/perchè non me lo avete detto prima”, tutto condito a colpi di citazioni (spesso a sproposito). Se questi sono “umanisti”…
      Poi per fortuna ci sono anche persone che ragionano coi piedi per terra, ma purtroppo non sono molte e troppo spesso marginalizzate.

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