Omosessualità, Chiesa: il dialogo utopico.

Domenica io e moglie siamo andate a trovare L., un nostro carissimo amico. Nel corso della bella giornata abbiamo cominciato a parlare di un argomento molto interessante: la condizione omosessuale in Italia e la Chiesa Cattolica. Posto che tutti e tre siamo persone intelligenti e di cultura medio-alta, una premessa dovuta sulle nostre posizioni rispettive: io non mi ritrovo in nessuna religione costituita, ma ho una forte componente spirituale; L. è cattolico praticante; Margi è atea e fortemente anti-cattolica/anti-religiosa.

L. ci parlava di come lui sia a favore del riconoscimento delle coppie di fatto e come questo non contraddica con l’insegnamento di Cristo, perché se due persone si amano, è il sentimento che conta. L., poi, mi chiedeva ragione del perché la comunità omosessuale ce l’abbia così tanto con la Chiesa Cattolica, in modo molto fastidioso e offensivo per i credenti.

Caro L., penso che la questione sia piuttosto complessa. Penso che come sempre un movimento di liberazione, come il movimento gay, ragioni necessariamente per generalizzazioni, penso anche, che per motivi strettamente politici, sia difficile se non impossibile, essere assertivi, senza essere aggressivi. Sono convinta, però, che ci sia anche molto pregiudizio `da parte nostra’, perché ci vuole una coscienza critica molto matura per non fare di tutta l’erba un fascio.

D’altra parte penso che nel mondo cattolico ci sia molta ignoranza e poca voglia di capire le ragioni del movimento gay, di capire la rabbia che fa vedere le gerarchie ecclesiastiche tuonare dall’alto della tv di Stato contro le unioni omosessuali. Cosa si può rispondere a CL che ci definisce “un male per l’umanità?” Nulla, si può soltanto reagire con rabbia, con indignazione e con qualche sonora parolaccia.

É un po’una situazione speculare: persone come te e come me, L., non fanno notizia, non hanno attenzione mediatica. Gay e cattolici sono, in un certo senso, vittime dello stesso meccanismo di stereotipizzazione. É anche vero che differenti sono i rapporti di forza: la comunità omosessuale non ha la stessa influenza della Chiesa sull’opinione pubblica e ancor meno sulla politica italiana. É normale che ad attacchi così violenti, si risponda con altrettanta violenza (anzi, a volte, troppo poca).

Vedi, caro L., io non ce l’ho con il singolo credente, perché ognuno di noi è libero di credere e praticare la propria fede e tale diritto va rispettato, io ce l’ho, però, con chi, a causa della propria fede, vuole ledere la mia libertà di donna e di lesbica e privarmi dei diritti godere di quelli che sono miei diritti. La comunità gay discrimina la comunità cattolica perché è da essa discriminata e attaccata, perché siamo stanchi di una Chiesa, che non si limita al potere spirituale sulla propria comunità di fedeli, ma estende il proprio potere temporale fino ad influenzare la vita dello Stato Italiano, che in quanto stato moderno e democratico, dovrebbe essere principalmente laico. Soltanto uno stato veramente laico può garantire pari diritti e libertà a tutti i suoi cittadini.

E la colpa è principalmente delle gerarchie ecclesiastiche e della nostra classe politica che, a destra come a sinistra, è troppo spesso succube di certi meccanismi del potere e del consenso (anche se credo che il teorema secondo il quale i partiti si tengano buona la Chiesa Cattolica perché essa può mobilitare una grande quantità di voti credo sia un po’ obsoleto e semplicistico; credo che purtroppo il rapporto sia più intrigato e legato ad interesse economici). Questo danneggia tutti noi.

Le cose non cambieranno a breve, di sicuro non cambieranno mai da sole: non basta eleggere un nuovo parlamento perché le cose cambino, bisogna cambiare società, bisogna cambiare cultura. E allora: conosciamoci. Dici che al gay-pride vorresti venire, ma ti sentiresti escluso, hai paura di essere tu stesso vittima di discriminazione a tua volta. Io ti dico che io non sono un’eccezione, che c’è tanta gente come me che, semplicemente, apprezzerebbe molto il gesto. Perché se voi cattolici italiani -com’è già successo, per altro, negli USA e a Londra- venite a dimostrare che c’è un altro cattolicesimo, quello dei fedeli che non sono omofobi, imparerete che ci sono tanti gay che non sono anti-cattolici o anche che sono cattolici e credenti. Che la comunità queer ha un lato

Potremmo scoprire che in fondo siamo arrabbiati per la stessa identica cosa, che entrambi vogliamo conservare la nostra libertà, che entrambi vogliamo che Stato e Chiesa siano due entità che convivono, ma separatamente.

Magari è un buon modo per cominciare a cambiare davvero questo paese.

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One thought on “Omosessualità, Chiesa: il dialogo utopico.

  1. Leggo solo ora e ci tengo a precisare che non sono affatto atea! Credo nella spiritualità, ma sono felicemente a-religiosa 🙂
    Cordialmente, moglie ❤

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