La filosofia della penna verde.

Oggi è una di quelle giornate dove il mio cervello è entrato in loop (ogni tanto capita, eh… a forza di stare acceso 24/24 ogni tanto si surriscalda anche lui) e non riesco a concentrarmi (ho deciso che non deve entrarci il fatto che abbia scritto 15.000 parole in meno di 48 ore), quindi mi dedico a qualcosa di più `leggero’: le correzioni al codice (LaTex).

Fra le mie duemilacinquecentoventitre manie  e mezzo, c’è anche quella che non riesco a correggere col rosso o con la matita. Il perchè è presto detto: il rosso dopo poco mi dà noia agli occhi e il massimo che gli concedo è la matita rosso-blu per correggere i compiti dei miei studenti. E poi il rosso è un colore fiero, da battaglia, da grandi spazi. Uso la matita solo per disegnare e poi si può sempre togliere, mentre gli errori sul foglio restano e si devono vedere bene, quindi, no. Ergo, le mie bozze vengono corrette solo ed esclusivamente in verde. Mi piace il verde, è uno dei miei colori preferiti. É gentile, è rilassante, ti sottolinea le cose, ma te le fa notare con gentilezza, non è un colore che urla.

Quindi adesso prendo la mia penna verde e cerco di combinare qualcosa di utile.

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